Le rotte più pericolose della navigazione in rete coinvolgono ormai legioni di bambini e preadolescenti. Le naturali fasi della crescita vengono alterate, velocizzate e modificate in una bulimia di immagini che non rispettano i tempi dell’età evolutiva. E se abbiamo a cuore il futuro del Paese – e la salute fisica e mentale dei giovanissimi – società, scuola, istituzioni e tutti noi, non dobbiamo soltanto stare ad osservare o a stracciarci le vesti quando un minorenne si toglie poi la vita in un gioco estremo diffuso dai social”: scrive così Roberto Alborghetti, giornalista e scrittore, autore e coordinatore editoriale di Funtasy Editrice, in una sorta di articolo-denuncia pubblicato nel nuovo numero del periodico “Il Telespettatore”, diretto da Maria Elisa Scarcello, edito da AIART Cittadini Mediali Onlus.

Roberto Alborghetti, autore di “Social o dis-social?“, libro al centro di un vasto interesse del mondo scolastico, dedica un lucido approfondimento al tema della comunicazione per i minori, dell’esigenza di una nuova didattica sui social e scrive del modo con cui i media si “occupano” degli “under 14”. L’articolo propone anche una riflessione sui recenti casi legati a Tik Tok e alla problematica dei limiti di età per l’accesso a web e servizi offerti online. “Il Telespettatore”, in un box, segnala all’attenzione dei lettori il libro “Social o dis-social? /Misura il tuo modo di stare (bene) nella rete”, edito da Funtasy Editrice, tuttora proposto nelle scuole con le dirette web in Did e Dad. Per contatti e notizie: info@funtasyeditrice.it

Il libro “Social o dis-social?” non è reperibile nel normale circuito delle librerie. E’ disponibile in esclusiva nel negozio online di Funtasy Editrice. Ecco il link:

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