“Ciak si girano video!” è il titolo dell’innovativo (e sorprendente) Progetto PNRR, ideato da Funtasy Editrice, adottato dall’Istituto d’Istruzione Superiore “Sandro Pertini” di Alatri (Frosinone) per promuovere l’educazione ai media audiovisivi. Prenderà il via lunedì 29 gennaio 2024 e coinvolgerà, nell’arco della settimana, studenti di varie classi dell’Istituto Superiore guidato dalla DS dott.ssa Annamaria Greco, che ha fortemente voluto proporre questa attività didattica e formativa, che sarà soprattutto laboratoriale. L’iniziativa sarà coordinata da Roberto Alborghetti, Paolo Sandini e Paola Federici. Agli studenti verrà consegnato il testo “Ci diamo una testata / Come fare comunicazione a scuola”, dove sono presenti notizie e contenuti che aiutano i giovani ad orientarsi anche negli aspetti legali della gestione delle immagini (dal copyright all’uso di materiale sonoro).

Tramite l’esperienza del laboratorio – fa presente Roberto Alborghetti – lo studente sarà guidato lungo un percorso che, partendo dall’individuazione del soggetto e dalla creazione della sceneggiatura, proseguirà nella realizzazione delle riprese video, nella scelta dei luoghi, nell’attenzione all’ambienteAlatri, suggestivo centro medioevale, offrirà non pochi spunti – , nella ricerca delle condizioni di luce, nella selezione delle immagini e dei suoni, nell’editing. Verrà quindi favorito un apprendimento di modalità tecniche che permetteranno di progettare, inventare e creare un prodotto audiovisivo che poi potrà trovare diffusione attraverso la rete e i canali di comunicazione della scuola e del territorio.

DAL PROGETTO “CIAK SI GIRANO VIDEO!”

Le linee guida collegate al Decreto Ministeriale per il contrasto alla dispersione scolastica e al PNRR sollecitano ed incentivano la promozione di esperienze “tramite un approccio globale e integrato che valorizzi la motivazione e i talenti di ogni discente”, sottolineando come tali “esperienze di apprendimento” si debbano caratterizzare “per essere attive, partecipative, personalizzate e flessibili e per adattarsi ai bisogni formativi di ciascuno studente”.

L’organizzazione del laboratorio sui media audiovisivi – comprenden do un orizzonte ampio di strumenti collegati all’immagine, alla parola e alle abilità creative – risponde in modo particolarmente coinvolgente agli obiettivi indicati. Fa riferimento in modo esplicito alle stesse azioni che il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha sostenuto e sostiene per la promozione della didattica del linguaggio video-cinematografico e audiovisivo in classe. In tali percorsi, studenti e docenti hanno l’opportunità di acquisire stru- menti e competenze per l’analisi e la conoscenza della grammatica delle immagini ed essere così consapevoli della loro importanza e della loro potenzialità in quella che è definita “l’era delle immagini”.

Come noto, con la Legge 107 del 2015, i linguaggi audiovisivi (cinema, video, documentari, cortometraggi, medio metraggi, fotografia e prodotti audio) sono entrati a pieno titolo nel Piano dell’offerta formativa delle scuole di ogni ordine e grado. Il Laboratorio “Ciak, si girano video” si pone dunque l’obiettivo di potenziare e sviluppare le competenze nel mondo dell’audiovisivo, offrendo la possibilità concreta di creare prodotti didattici per la diffusione delle immagini e dei suoni, nonché promuovere l’alfabetizzazione all’arte, alle espressioni e alle realtà dei media che creano immagini.

Le più recenti indagini e ricerche – come peraltro evidenziato nel libro “(De)generazione digitale” (di Roberto Alborghetti, Funtasy Editrice) – rilevano che una delle conseguenze della rivoluzione digitale è il calo drastico della capacità di attenzione e di concentrazione della cosiddetta “Generazione Z”. Alcuni studi segnalano che è calcolato in 10-12 minuti il tempo medio di capacità di attenzione di uno studente delle scuole primarie e secondarie. Il mezzo video-cinematografico, nella sua articolazione scandita da una successione di immagini, allineate nella logica della selezione e del montaggio, è un elemento in grado di avvicinare i ragazzi ad esperienze di percezione che pongono le immagini, o parti di immagini, ad essere scansionate, legate e collegate al racconto nel suo insieme e in una continuità temporale.

Tutto ciò costituisce una sorta di esercizio mentale che favorisce, nei ragazzi, stati emotivi, percettivi e cognitivi che alimentano quell’attenzione che è soprattutto connessione con la realtà. Possedere ed esprimere conoscenze nel campo dei media audiovisivi vuol dire oggi – nella generale pressione dei social, vissuti spesso dai nostri ragazzi in modo passivo e frustrante – avere l’abilità di comprendere le dinamiche dell’universo delle immagini nel quale siamo immersi o, spesso, dispersi.

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